COLTELLERIE PREZIOSO srl

SIN DAL 1870!....................

HOME COMMENTI COME COMPRARE FIERE FAQs E-MAIL Rassegna coltello mese ABC coltello SEDE STORIA INDICE

CATALOGO :

SPORTIVA PROFESSIONALE CUCINA FORBICI OUTLET AGGIORNAMENTI NOVITA'

FAQs

Inviateci le vostre domande riguardanti i coltelli: noi vi risponderemo e introdurremo le più frequenti in questa rubrica in modo da arricchirla a beneficio di tutti gli appassionati come voi!

Quali sono gli acciai più comunemente impiegati per realizzare le lame dei coltelli?

Quali sono i materiali più usati per i manici dei coltelli?

Quali sono le norme che regolano il possesso, il porto e la vendita dei coltelli?

Quali sono le tecniche ed i materiali o gli strumenti per la riaffilatura delle lame?


Quali sono gli acciai più comunemente impiegati per realizzare le lame dei coltelli?

Elementi di chimica e metallurgia degli acciai (lega ferro-carbonio)

Per comprendere le scelte per ottenere i requisiti desiderati dagli utensili da taglio in acciaio (che comunque sono sempre frutto di compromessi: es.l’aumento del contenuto % di cromo aumenta la resistenza alla corrosione, ma peggiora la lavorabilità dell’acciaio che tende ad indurire troppo ), è opportuno aprire una parentesi informativa sugli acciai facendo riferimento e comparando quelli prevalentemente utilizzati. Per meglio comprendere alcune scelte operate e quindi la preferenza ad utilizzare un tipo di acciaio piuttosto che un altro in funzione della performance desiderata (qualità del taglio, durata del filo, facile riaffilabilità, resistenza alla corrosione, leggerezza, resistenza agli urti, penetrabilità, ecc.) riteniamo necessario descrivere brevemente quelli che sono gli effetti dei vari componenti di lega del ferro:

- Carbonio :a) aumenta la durata del filo ed eleva il punto di elasticità b) aumenta la durezza e incrementa la resistenza a fatica all’abrasione

- Cromo : a) aumenta la durezza , l’elasticità e la tenacità b) concorre alla resistenza a fatica e alla corrosione

- Cobalto : a) incrementa resistenza e durezza e permette di resistere alle alte temperature b) moltiplica gli effetti di altri elementi di lega

- Rame : a) aumenta la resistenza alla corrosione b) aumenta la resistenza a fatica

- Manganese : a) aumenta la capacità di elevare la durezza b) disossida e degasa i metalli durante i trattamenti termici c) in larghe quantità incrementa la durezza e diminuisce la fragilità

- Molibdeno : a) incrementa la tenacità, capacità a indurire, e resistenza a fatica b) aumenta la lavorabilità e la resistenza alla corrosione

- Nickel : a) aumenta resistenza, durezza, e resistenza alla corrosione

- Fosforo : a) diminuisce la fragilità se in alte concentrazioni b) aumenta la resistenza, lavorabilità, e durezza

- Silicio : a) incrementa la duttilità, l’elasticità, e desossida e degasa molti metalli

- Zolfo : a ) incrementa la lavorabilità quando usato in piccole quantità

- Tungsteno : a) aumenta resistenza, durezza e tenacità

- Vanadio: a) incrementa la resistenza, la durezza e la resistenza agli urti b) inibisce la crescita granulare

Tabella dei più comuni acciai da coltelleria

Leganti GIN-1 ATS-34 ATS-55 AUS-6 AUS-8 AUS10 CPM

420V

CPM

440V

440 A 440 B 440 C
Carbonio 0.90 1.05 1.00 0.60 0.70 1.00 2.20 2.15 0.65 0.85 1.10
Cromo 15.50 14.00 14.00 13.50 13.50 14.00 13.00 17.00 17.00 17.00 17.00
Cobalto - - 0.40 - - - - - - - -
Rame - - 0.20 - - - - - - - -
Manganesio 0.60 0.40 0.50 1.00 0.50 0.50 - 0.40 1.00 1.00 1.00
Molibdeno 0.30 4.00 0.60 - 0.20 0.20 1.00 0.40 0.75 0.75 0.75
Nichel - - - 0.49 0.49 0.49 - - - - -
Fosforo 0.02 0.03 - 0.04 0.04 0.04 - - 0.04 0.04 0.04
Silicio 0.37 0.35 0.40 1.00 1.00 1.00 - 0.40 1.00 1.00 1.00
Zolfo 0.03 0.02 - 0.03 0.03 0.03 - - 0.03 0.03 0.03
Tungsteno - - - - - - - - - - -
Vanadio - - - 0.15 0.15 0.15 9.00 5.50 - - -

Come si evince dalla tabella, l’acciaio, per definizione, è la combinazione di ferro e carbonio quest’ultimo in quantità non superiore al 2%. L’acciaio legato ad altri elementi sviluppa particolari proprietà secondo le caratteristiche che si vogliono esaltare in funzione dell’uso. In genere ciò che trasforma un acciao legato in un acciaio ottimale per la coltelleria è il trattamento termico (tempera e rinvenimento). Ogni acciaio legato è caratterizzato da una temperatura critica alla quale la struttura cristallina dell’acciaio muta aumentando la solubilità del carbonio nella matrice ferritica: tale temperatura deve essere mantenuta per ottenere l’austenizzazione dell’acciaio ma non tanto da favorire la crescita della dimensione della granulosità (che specialmente per le lame dei coltelli si preferisce mantenere bassa). Il passo successivo è quello di raffreddare bruscamente la temperatura (operazione di tempera) con vari mezzi (acqua, olio, emulsioni saline, ghiaccio, aria, ecc) per ottenere il livello di durezza desiderato. A questo punto l’acciaio è molto duro ma anche molto fragile: per ottenere un buon compromesso fra durezza (che si traduce in maggiore durata del filo) e diminuizione della fragilità (che si traduce in maggiore resistenza agli urti), viene sempre eseguito un secondo trattamento termico (operazione di rinvenimento), il cui scopo è quello di distendere il materiale assoggettato allo stato di coazione interno indotto dalla tempra e rimuovere le tensioni residue. Si ricordi che l’aumento di durezza comporta l’aumento del punto di deformazione permanente (cioè il punto dopo il quale la deformazione del materiale cambia da elastica a plastica ) e aumenta il punto di rottura a tensione), ma diminuisce la resistenza agli urti e la duttilità. Viceversa l’incremento della tenacità ed elasticità si traduce nella maggiore capacità ad assorbire gli urti, maggiore duttilità e lavorabilità, ma anche una diminuzione del punto di deformazione. Si capisce da questi esempi che se l’acciaio in trattamento è destinato alla produzione di spade o machetes, si priviligerà l’ultimo aspetto con tempere meno drastiche e rinvenimenti più spinti per evitare facili rotture agli urti e viceversa se si utilizzerà l’acciaio per la produzione di lame di coltelli, dove l’urto è raro ma è invece frequente il taglio, si priviligerà una tempra drastica e un rinvenimento appena inteso a distendere il materiale intendendo mantenere la durezza al massimo livello compatibile. Un ottimo metro di valutazione di questi aspetti è il test della durezza Rockwell.

 Domande


Quali sono i materiali pià usati per i manici dei coltelli?

Per tradizione il materiale più usato per realizzare il manico di un coltello è il legno; dopodichè si usano altri materiali naturali, quali il cuoio, il corno, il cervo, le pietre dure e metallici, quali l'acciaio e l'alluminio. Al giorno d'oggi, però, si preferiscono altri materiali sintetici, come la plastica e la gomma, che per la loro funzionalità ben si prestano a sostituire quelli più tradizionali. Eccovene una raccolta!

 

  • FIBRA DI CARBONIO: Composto di fibra di  grafite  con  una  resina,  dotato  di leggerezza e di alta resistenza.
  • G10: Composto di fibra di vetro, dotato di ottima resistenza alle temperature estreme.
  • KRATON: Polimero di gomma termoplastico, ottimo per la  sua presa.
  • MICARTA: Composto di lino o di carta con una resina, dotato di peso leggero, durabilità e buon aspetto visivo.
  • TITANIO: Metallo non ferroso, dotato di elevata capacità di tensione, resistenza alla corrosione e leggerezza.
  • ZYTEL: Composto di fibra di  vetro con plastica.

 Domande


Quali sono le norme che regolano il possesso, il porto e la vendita dei coltelli?

Il coltello rientra nella categoria di strumenti da punta e da taglio, la cui detenzione e porto è regolata dal concetto di "giustificato motivo": appartiene cioè alla categoria di oggetti che pur potendo occasionalmente essere usati per l'offesa alla persona, tuttavia hanno una specifica e diversa destinazione, quale l'impiego per uso sportivo, agricolo, domestico, ecc.(art.45, 2o comma T.U.L.P.S). Pertanto la legge italiana punisce il porto e la detenzione del coltello, che non è un'arma, ma lo può diventare attraverso l'uso non naturale e non lecito di questo utensile, traendo la mancanza del giustificato motivo dalle circostanze di fatto, di luogo e di situazione, e dalle condizioni soggettive del portatore. Questo significa che il porto e la detenzione del coltello devono essere finalizzati,  quando se ne ravvisi la necessità, ad un oggettivo impiego come utensile per assolvere a tutte le operazioni che richiedono l'uso di questo strumento, e devono essere espressamente evitate in tutte le circostanze in cui tale necessità non si verifica.

Domande

Quali sono le tecniche ed i materiali o gli strumenti per la riaffilatura delle lame?

Gli strumenti più  semplici e comuni per la manutenzione del filo di qualsiasi coltello sono le pietre rettangolari che si dividono in naturali e artificiali. Le pietre naturali vengono prodotte da cave il cui minerale ha buone caratteristiche abrasive in relazione agli acciai da coltelleria. Famose sono le pietre Arkansas, Wichita, ecc. che traggono il proprio nome dalle località di estrazione. In genere le pietre naturali vengono lubrificate ad acqua o ad olio onde evitare lo sgranamento del metallo.  Le pietre artificiali sono prodotte in fabbrica agglomerando polvere di silicio, corindone, ed altri leganti, utilizzando grani differenti secondo il grado di finezza che si vuole ottenere. Negli ultimi anni sfruttando la tecnologia delle polveri di ceramica o di   di diamante, alcune industrie come la DMT, hanno messo a punto la produzione di alcune pietre artificiali molto efficaci e aggressive, che permettono la riaffilatura delle lame in poco tempo e con poca fatica grazie alle ottime caratteristiche abrasive di tale materia prima.

Per affilare in maniera corretta una lama di coltello,  basta seguire alcune basilari indicazioni:a) appoggiare la lama sulla parte abrasiva della pietra; b)assicurarsi che solo il filo del tagliente sia appoggiato sulla pietra e verificare che la restante parte della lama non tocchi la pietra; c) formare un angolo di circa 20° con il piano della pietra; d)guidare la lama dal tallone alla punta mantenendo il contatto fra filo e superficie della pietra, ripetendo il movimento un numero di volte sufficiente ad ottenere il nuovo filo (15/20 volte per le pietre naturali, - 10/15 volte per la ceramica - 5/10 volte per il diamante); e) quindi girare la lama e ripetere la stessa operazione sull'altro lato per altrettante volte. E' importante iniziare il primo passaggio con pressione più accentuata , alleggerendola gradualmente fino ad ultimare l'operazione con mano leggera.

Essendo questa operazione del tutto empirica, solo l'esperienza e la pratica permetteranno di ottenere i buoni risultati attesi.

Domande

 


HOME

COMMENTI

COME COMPRARE

FIERE

FAQs

E-MAIL

Inviare un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.